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  • Nadia Nunzi

L'ultima cosa che ti devo è un addio


Addio

Lui è arrivato nella mia vita all'improvviso, un pomeriggio. Un semplice saluto e da lì mille domande. Mi stordiva con le sue domande.

Chi poteva immaginare che fosse tutto orchestrato?

Ne ero lusingata, pensavo che fosse davvero interessato a conoscermi, invece stava tessendo la tela dove imprigionarmi.

Tutti i giorni mi dava attenzioni, mi faceva sentire unica e speciale.

Riempiva le mie giornate per poi sparire all'improvviso. Non capivo, ogni volta pensavo di aver fatto qualcosa di sbagliato e mi mancava. Poi, però, tornava e io stavo di nuovo bene. Credevo a tutte le sue scuse, alle sue bugie.

Nonostante la sofferenza data dal suo comportamento non volevo rinunciare a lui e, per questo, ho perdonato tanti tradimenti. Era la mia droga e pensavo di non poterne fare a meno.

Tra alti e bassi sono andata avanti per mesi, perdendo peso e salute. Il mio sguardo, a un certo punto, si è spento, lui si stava prendendo tutto.

Quante volte sono andata via!

È sempre venuto a riprendermi, diceva di non poter stare senza di me, che ero unica, di volermi sposare e fare da padre alle mie bimbe. Così tornavo indietro tra le sue braccia ma dopo soltanto tre giorni ecco che mi catapultava di nuovo in un inferno.

Si divertiva a sfinirmi, a destabilizzarmi, a confondermi di continuo.

Un intero anno di giochi crudeli che mi hanno lacerato l'anima. Poi ho avuto la forza di dire basta.

Ora non mi manca più. Sono finalmente andata via da lui, dalle sue bugie, dai suoi falsi sorrisi, dalle sue maschere, dalle sue manipolazioni.

Non può più afferrarmi perché ho visto chi è realmente, il vuoto che ha dentro e la sua cattiveria. Anche le sue parole, che prima mi ferivano, adesso non mi fanno più male.

Quello che di buono vedevo in lui, in realtà era il riflesso del mio amore e nient'altro.

Voleva annientarmi, distruggermi, togliermi tutto solo perché era incapace di amare.

Non c’è riuscito.

Tante notti mi sono interrogata sul perché di tutto questo e sul suo massacrarmi. Sapeva bene dei miei lutti a breve distanza l’uno dall’altro: prima mio marito poi mio padre. Eppure ha voluto strafare. Aggiungere dolore sopra il dolore.

Certo, perché lui non prova niente, non ha empatia, pietà, nulla. Non ha mai amato né me né le mie figlie. Ha fatto soffrire anche loro con le sue false promesse e questo non so se potrò mai perdonarglielo.

Ha usato ogni mia fragilità per colpirmi fino al colpo di grazia finale: tradirmi con la mia migliore amica e infine sposarla, facendomi credere di essere inferiore a lei.

Comunque non cerco vendetta, non mi interessa.

Non sono e non potrò mai essere come lui.

Nonostante il dolore sono andata avanti con determinazione e forza, per le mie due figlie che sono le mie stelle, i miei angeli. E per ridare luce ai miei occhi.

Oggi sono una donna nuova, ho imparato ad amarmi, a credere di più in me stessa.

Ho trasformato le mie ferite in nuove possibilità, in nuove occasioni, sono diventate i miei segni di bellezza. Grazie a loro ho capito chi voglio essere e chi voglio accanto. E citando le parole di una canzone di Laura Pausini posso dire che l’ultima cosa che gli devo è un addio. Titti

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