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  • Nadia Nunzi

OK


Ok salute. La mia storia. Violenza e rinascita.

Sono sola, libera, felice.

Sul viso una frangetta da bambina e gli occhi dolci e vivi di chi ha ancora tanto da sognare.

Mi sento invincibile, padrona della mia vita e di ogni mia scelta.

Bastano uno sguardo color acquamarina, un sorriso furbo e una banale rosa rossa, a farmi capitolare. E la mia vita cambia direzione al punto tale che rischio di smarrirla, fino quasi a non averla più.

Ho ventisette anni quando accade, e un'insicurezza grigia che mi veste e mi disarma. Ma ancora non lo so. Non me ne rendo conto.

Lui invece vede tutto. E per questo si avvicina e mi corteggia in ogni modo.

Vuole farmi sua, possedermi, e ha sia l’avvenenza, che l'abilità giusta per riuscirci.

In pochi mesi mi ritrovo senza più un'identità.

Gliela regalo tutta, senza la benché minima ragione, giorno dopo giorno.

Il mio sentimento è forte, senza barriere, quasi primordiale e riesce a travolgermi.

Il suo invece non esiste.

È un bravo attore, riesce a baciare e a manipolare con la stessa intensità. E mi confonde.

Ci resto tre anni intrappolata in quel qualcosa che nemmeno conosco.

Mi diranno in seguito che si tratti di dipendenza affettiva e che per questo mi aggrappo a un sentimento che non c'è. Per un bisogno. Per una fame d'amore che invece di nutrirmi mi distrugge.

Le botte arrivano quando decido finalmente di ribellarmi e, per quanto mi devastino, segnano un importante punto di svolta.

Sono terrorizzata e destabilizzata ma finalmente non mi lascio abbindolare più.

Parlo, reagisco e non torno mai indietro, mai più verso le sue labbra tossiche.

Lui continua a inseguirmi per mesi, a cercarmi, a implorarmi di ritornare a casa. Proprio in quella casa dove sono scappata per mettermi in salvo e per cercare di riprendermi tutto ciò che, ormai da tempo, non ho più. Soprattutto la dignità e la libertà.

Non è semplice, perché la violenza psicologica che, spesso viene sottovalutata o non riconosciuta perché non visibile attraverso i lividi, è insidiosa e riesce a toglierci tutto.

Dopo averla subìta per così tanto tempo, ci metto un po’ per ricostruirmi, e lo faccio partendo da lontano, guardando dentro il mio passato, analizzandolo. Liberandomi delle cose scomode che lo compongono e di quell’inadeguatezza che da sempre mi segue.

Per giorni, non riesco né a mangiare né a dormire. Ho l’ansia nei respiri, lo stomaco serrato e i mostri che vengono a farmi visita, ogni volta che abbasso le palpebre, esausta. Comunque non mi arrendo.

Inizio a esorcizzare tutto, scrivendo e facendo sì che le lacrime dolorose escano a ogni parola, pagina dopo pagina, dietro ogni immagine di me, di lui e del nostro futuro fantasma.

Scrivo inarrestabile e rielaboro tutto fino a non provare più nulla, né sofferenza, né odio, né rancore.

A un certo punto, riesco persino a guardarmi dall’esterno, come se la protagonista della storia fosse un’altra persona. E probabilmente è davvero così.

Oggi posso dire, con orgoglio, di essere una donna nuova, fortificata e che si vuole bene. Una donna che non ha intenzione di sottomettersi più per nessuno e che si prepone al primo posto.

La mia testimonianza è pubblica e a disposizione di chiunque voglia ricavarne qualcosa di utile per se stesso. Sia che si tratti di una persona coinvolta, che di una interessata semplicemente a comprenderne le dinamiche.

È inoltre un monito d’incoraggiamento per altre donne, affinché reagiscano e imparino a darsi valore e soprattutto a non scambiare l’amore per attaccamento.

Spesso facciamo l’errore di dimenticarci di noi e, non solo diamo tutto anche senza ricevere nulla, ma lasciamo addirittura che ci venga tolto ciò che ci appartiene. Ma se vogliamo vivere davvero un rapporto sano e di qualità, basato sulla fiducia e sul rispetto, dobbiamo sicuramente darne prima a noi stesse.

Solo così potremo avvicinarci alle persone giuste e l’amore potrà essere davvero arricchente e meraviglioso, proprio come, credo, debba essere.

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