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Il Sole e la Luna

nadianunzi
1 ora fa
Tempo di lettura: 6 min

Uno dei periodi peggiori della mia vita è stato quello scolastico.


A quei tempi ero in sovrappeso e mi sentivo pesante, fuori posto, esclusa.

Non avevo amicizie e, come se non bastasse, c’era anche chi mi derideva per il mio aspetto e per gli abiti over-size del tutto fuori moda.

 

Se una parte di me voleva sparire, un’altra desiderava più che mai entrare in un gruppo, essere vista e stimata. Ma non c’era verso. Ogni giorno sembrava andare peggio.

 

«Cosa diavolo ci faccio su questa Terra?» mi chiedevo nelle mie giornate chiusa in casa in solitaria.

 

Cercavo un senso per riuscire ad andare avanti e sopportare quel profondo malessere interiore e l’inadeguatezza che mi portavo dietro.

 

Poi un giorno, per il mio tredicesimo compleanno, ricevetti un pacchetto. Fu mio fratello a donarmelo.

 

«Cos’è?»

 

Mi incuriosiva molto.

 

«Una cosa che ho visto in una vetrina di un tabaccaio e mi ha ispirato.»

 

Quando scartai il regalo il mio sguardo si accese.

Avevo in mano il mio primo mazzo di Tarocchi e da allora non me ne separai più. Quel mondo fatto di immagini e simboli divenne il mio rifugio e i vari Arcani raffigurati i miei amici.

 

Iniziai subito a studiarne i significati, aiutata dal libretto che era incluso nella confezione e, per ricordare i simboli, scrissi sopra ogni carta con un pennarello fucsia una parola chiave che la rappresentasse: attesa, ricerca, cambiamento.

 

Per gioco mi divertivo a fare divinazione e iniziai subito a porre le prime domande.

 

«Andrà meglio per me?»

«Avrò anch’io un fidanzato?»

 

Cercavo un conforto per superare le mie giornate grigie e quando uscivano immagini come Il Sole o la Luna, che è la mia carta preferita, mi sentivo più tranquilla e si accendeva in me la speranza che qualcosa di bello sarebbe arrivato. I Tarocchi erano diventati il mio rifugio e avevano portato un pizzico di magia e colore nella mia vita.

 

Poi cambiai scuola e le cose migliorarono perché mi ritrovai in un contesto più sereno, con persone più aperte mentalmente ed ebbi voglia di mostrarli, un po’ come se fossero un mio tratto distintivo che mi rendeva più interessante agli occhi dei nuovi compagni.

 

Inoltre conobbi Claudia, una ragazza che come me teneva nello zaino un mazzo di carte e diventammo subito amiche.

 

Le sue erano semplici carte da gioco ma aveva imparato a leggerle come i Tarocchi tramite una signora che abitava nel suo palazzo e con entusiasmo insegnò i significati anche a me.

 

Ci divertivamo insieme a leggere il futuro, continuando a porre domande da ragazzine in cerca dell’amore.

 

«Come sarà il mio fidanzato?»

 

Poi un giorno, tra un Cavaliere e un Imperatore, vicino casa, arrivò Luca, un ragazzo più grande di me, dai bei lineamenti e ne rimasi subito affascinata.

 

«Sarà lui il mio sposo» dissi con la mia fantasia da quattordicenne.

 

Invece lui partì per il militare, per anni non lo vidi più e me ne dimenticai.

 

Nel frattempo avevo anche messo via le carte. Stavo crescendo e mi ero focalizzata sugli studi universitari e il lavoro, continuando a cercare il mio posto nel mondo.

 

Scelsi un orientamento scolastico diverso da quello dei miei ex compagni, per prenderne le distanze e per lasciarmi alle spalle i ricordi spiacevoli del passato e ricominciai verso una nuova direzione.

 

Non ero ancora del tutto sicura di me stessa, ma avevo più fiducia e avevo anche trovato la mia cerchia di amiche.

 

Tra studio e lavoro la sera ci ritrovavamo tra ragazze a bere qualcosa nei locali e tutto sembrava più sopportabile di un tempo. Si scherzava, si sognava insieme e ci si supportava mentre i nostri corpi diventando sempre più femminili.

 

«Ehi, chi si rivede. Come sei cresciuta. Ti sei fatta proprio bella.»

 

Era una sera apparentemente come le altre quando quelle parole mi accesero. Alzai lo sguardo e mi ritrovai immersa in quello di Luca.

Era tornato, si ricordava di me e mi trovava bella.

Mi toccai i capelli e sorrisi.

 

«Ehi, ciao. Quanto tempo…»

 

Si sedette al mio tavolo e ordinò da bere. Mi sembrava troppo bello per essere vero. E da quel momento iniziammo a vederci tutti i giorni. Passavamo ogni momento libero insieme e i miei vuoti affettivi sembravano colmati.

 

Smisi di vedere le mie amiche e mi dedicai totalmente a lui.

I primi mesi sembravano un sogno per me. Poi iniziai a non star bene, il mio corpo somatizzava con mal di testa improvvisi, fitte allo stomaco, insonnia. E in concomitanza Luca iniziò a chiedermi in maniera insistente di sposarci.

 

Mi sentivo sopraffatta e avevo bisogno di tempo e anche di riavere il mio spazio. Ma poi ragionavo.

 

«Ora che finalmente hai un fidanzato che ti ama, cosa vai cercando? E poi se non stai con lui chi vuoi che ti si pigli?»

 

Alla fine accettai la proposta. Ma già dopo i primi mesi di matrimonio scoprii che non era la persona che credevo e che mi aveva mentito su tante cose. Non lavorava come raccontava e non era assolutamente affidabile.

 

«Come ho fatto a non accorgermi di nulla?»

 

Mi cascò il mondo addosso. Per un po’ di attenzioni mi ero lasciata fregare e avevo messo a tacere anche il mio intuito.

 

Mi sentivo una stupida ma ormai ero sua moglie e dovevo restarci insieme.

Questo era quello che mi avevano trasmesso in famiglia e a denti stretti andai avanti, sentendomi smarrita come da ragazzina.

 

Fu allora che ripresi in mano i Tarocchi e ogni tanto estraevo una o due carte per capire meglio la relazione.

 

L’Appeso, Il Diavolo, l’Arcano senza nome…

 

Erano i simboli che uscivano di continuo.

Ogni volta che chiedevo qualcosa in merito il matrimonio e la persona che avevo accanto, puntualmente pescavo le stesse carte.

 

Ero totalmente immersa nella dipendenza affettiva da non cogliere a pieno il messaggio ma le immagini e le parole chiave mi trasmettevano inquietudine e mi parlavano di sacrificio, separazione, inganno.

 

Protagonista storia vera
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E alla fine, in concomitanza con altre discipline che avevo iniziato a praticare, come il reiki e lo yoga, riuscii a prendere la decisione e tagliai quel legaccio che mi teneva appesa da troppo tempo in una vita che non era la mia.

 

Utilizzai l’introspezione della Luna e l’energia della Forza per farcela e una volta libera capii una cosa importante.

 

Quelle immagini che sin da bambina mi parlavano, non erano lì per predire il futuro, ma erano specchi che riflettevano i miei desideri, le mie paure e di volta in volta il mio stato d’animo interiore.

 

Maturai la consapevolezza che i Tarocchi sono strumenti meravigliosi per conoscerci e guardarci dentro in profondità, ma poi sta noi a creare il nostro futuro. E anche se non sapevo ancora bene in che direzione andare ero pronta a costruire il mio.

 

Dopo qualche giorno incontrai Raffaella, un’amica che non rivedevo da tempo e che conosceva la mia passione.

 

«Che bello ritrovarti! Hai ancora le carte? Perché non mi fai una lettura?»

 

Le risposi che utilizzavo i Tarocchi solo per me stessa ma alla fine, contagiata dal suo entusiasmo, accolsi la proposta. Presi il mazzo che era con me nella borsa e pescai delle carte per lei che la aiutarono a chiarire una situazione che stava vivendo.

 

Con il passaparola arrivarono anche altre persone, decisi di approfondire lo studio delle letture intuitive e appena lessi sulla locandina di in un pub della mia zona che ricercavano proprio una tarologa, mi buttai e iniziai a dedicarmi a questa passione con fiducia.

 

Oggi è il mio lavoro e sono stati proprio i Tarocchi a indicarmelo, tornando più volte a scegliermi. E anche se all’inizio non è stato facile accettarlo perché mi giudicavo, oggi ne vado fiera, so che è il mio progetto dell’Anima ed è un onore seguirlo.

 

Oltre a tenere consulenze, insegno il metodo e ogni giorno estraggo una carta per me e mi lascio ispirare dai suoi simboli. E, come suggerisco anche alle mie allieve, quando un Archetipo torna più volte, come succedeva durante la mia relazione disfunzionale, lo ascolto con attenzione perché so che ha qualcosa di importante da mostrarmi che non sto vedendo.

 

Lo metto sotto il cuscino e lascio che i personaggi prendano vita nei sogni, indicandomi la strada o la lezione da imparare. E il messaggio che ogni volta arriva è un messaggio di cura. Perché i Tarocchi, come altri strumenti d’introspezione, ci insegnano proprio questo: a volerci più bene e a fidarci dei nostri sensi per seguire la nostra missione.


Storia Vera di Franca Bisulli, raccolta per la rivista Nuove Confidenze N*41 Ottobre 2026

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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