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Come vivere al meglio l'Alta Sensibilità

nadianunzi
4 ore fa
Tempo di lettura: 5 min

C’È STATO UN TEMPO IN CUI NON HO PIÙ SCRITTO

NON AVEVO MESSO VIA IL MIO SOGNO.

MA L’AMORE PER ME STESSA SEGUENDO L’UOMO "SBAGLIATO"


Quando si vivono relazioni di dipendenza affettiva è un classico mettere via sé stesse e ciò che si ama, una scelta condizionata dopo l’altra. Purtroppo senza rendersene conto.


Io ho iniziato cambiando il mio abbigliamento, i colori che amavo, le mie abitudini fino a mettere da parte anche la Scrittura, che era la più grande passione sin da bambina.


Avevo lasciato spazio solo a “lui” sacrificando il mio e le cose per me importanti.


Non avevo fiducia in me stessa, mi sentivo persa, da sempre in cerca di una figura che mi aiutasse a trovare la direzione, per questo mi sono lasciata condizionare.


Se “lui” dice così… sarà per il mio bene.

Se “lui” vuole questo… avrà ragione.


Fino a quando tutto è degenerato e sono arrivata a non riconoscermi più.


Quando ne sono uscita, il mio primo istinto è stato riprendere subito a scrivere.


La penna è stato lo strumento che mi ha aiutata a ritrovarmi.

Mi vergognavo a parlare della mia esperienza, mi sentivo in colpa, stupida… e la Scrittura mi ha dato modo di tirar fuori tutto quello che non riuscivo a dire.


Mi ha aiutata a dare voce al dolore

e al contempo a vedermi dall’esterno.


Perché di fatto mentre scrivevo non ero più solo la protagonista ma anche la Scrittrice che raccontava una storia.


Il primo romanzo, Ti amo anima mia, è nato da questo bisogno: una sorta di diario terapeutico pubblico dove ho espresso la sofferenza senza filtri e raccontato i primi passi verso la rinascita.


Oggi quel capitolo è chiuso. Ma la scrittura resta il mio mondo e il mio strumento che non metto via più per nessuno. Ed è uno dei gesti d’amore più importanti: proteggere ciò che ci appartiene e riconoscerne il valore.


NON È LA SENSIBILITÀ A FAR AVVICINARE LE PERSONE "SBAGLIATE"

MA COME LA VIVIAMO


La sensibilità è un dono meraviglioso che porta ad avere molta empatia, intuizione, generosità.


È una qualità annessa all’energia femminile: dell’ascolto, della gentilezza.


Ci fa sentire subito i bisogni dell’altro.

Ci porta a esserci per l’altro. Ad aiutare. Ad ascoltare.


Ma se la si vive senza mai dire no, senza stabilire confini che proteggono la propria energia. Se la si utilizza senza consapevolezza, allora si rischia di essere troppo accessibili a chi può approfittare della propria disponibilità.


Lo stesso se la si vive come qualcosa che non piace, che fa sentire diverse, sbagliate, inferiori per lo stile di vita che porta ad avere e per le emozioni intense che si sentono.


Ci si può lasciare dominare da personalità più forti.


Per questo non è la sensibilità in sé a far vivere relazioni sbilanciate dove si subiscono giochi di potere ma il modo in cui la si vive.


Per far sì che sia una risorsa preziosa, è importante conoscerla sempre di più.


Leggere libri, informarsi.


Quando si conosce questo tratto e si sa bene come funziona,

si sa anche come meglio gestirlo.


E se ne riscopre il potenziale.


Di seguito lascio alcune indicazioni utili sulla base della mia esperienza.


Nell’ambito delle relazioni, non solo di coppia:


- Impara a dire di no quando senti stanchezza, o sovraccarico,

e sentiti libera di prenderti il tuo spazio.


- Osserva sempre se quell’aiuto che stai dando toglie energia a te stessa. E osserva anche se stai compiacendo per essere vista e amata.


- Usa le tue percezioni sottili, il tuo sentire elevato, per fiutare le persone che si avvicinano a te e selezionarle con cura.


- Comunica all’altro le tue esigenze in maniera autentica e determinata. Mai con senso di inferiorità. Il tuo tratto ti rende Unica e preziosa, non inferiore.


E ricorda che puoi amare e aiutare davvero in maniera sana solo dopo esserti presa cura di te e dei tuoi bisogni. Quando utilizzerai la sensibilità come alleata e senza vederla come una mancanza, non ti percepirai più come debole e saprai anche come farti rispettare.


Scrittrice Nadia Nunzi con quaderno in mano

Photo: Cristina Offidani


COSA SIGNIFICA ESSERE ALTAMENTE SENSIBILE

PER ME CHE SONO UNA SCRITTRICE


Scrivere ed essere Altamente sensibile ha i suoi pro e alcuni aspetti sfidanti.


Ne racconto alcuni a confronto per far conoscere meglio me stessa ma anche l’alta sensibilità perché molti ne sanno ancora troppo poco.


* Pro: Cogliere dettagli e sfumature di tutto ciò che mi circonda.

Mi permette di scrivere scene emozionanti nei romanzi e far immedesimare chi legge

Sfida: Ricevete troppi stimoli insieme da processare mi stanca e richiede molti momenti di pausa che a volte rallentano il lavoro


* Pro: Sento le emozioni di chi ho intorno.

Mi permette di creare personaggi molto realistici ispirati alle persone vere che conosco.

Sfida: Quando scrivo scene significative o ricordi mi emoziono anch’io e a volte fa male perché vivo tutto con particolare intensità.


* Pro: Mi basta partire da una frase perché la creatività si accenda e si creino interi capitoli, storie e anche nuovi libri mentre ne sto già scrivendo uno.

Sfida: Quando la creatività prende il via, l’emisfero destro del cervello più sviluppato rispetto al sx, va in iper stimolazione e può nascere confusione o insonnia


* Pro: L’alta sensibilità mi dà entusiasmo e tantissime idee di continuo

Sfida: Avere tanto materiale mi porta la frenesia e l’impazienza di voler scrivere tutte e subito. E a momenti di frustrazione per non poterlo fare.


Ho scoperto di essere altamente sensibile e il significato di questo tratto genetico proprio leggendo un libro, esattamente quello di Federica Bosco. Altamente sensibile e scrittrice anche lei.


Poi ne ho letti altri a seguire ed è stato rivoluzionario in senso positivo.


In quel momento ho finalmente potuto dare un nome a tutto ciò che avevo vissuto fin da bambina. Capire che si tratta di un tratto genetico e in seguito adottare strategie, anche nella scrittura, per viverlo al meglio.


Soprattutto quando altamente significa davvero molto sensibile.


Su 27 domande del test ho risposto sì a 25


In alcuni giorni è difficile, mi porta a divagare, distrarmi, disperdere energie iniziando più cose e anche a lasciare progetti narrativi a metà. Ho addirittura un libro scritto e messo in pausa da anni… e ora che sto scrivendo il nuovo romanzo ho bisogno di fare delle pause e disciplinarmi per portarlo a termine e al contempo evitare stress.


A ogni modo, a differenza del passato, quando mi sentivo inferiore, e abbandonavo convinta di non farcela, oggi amo la mia sensibilità. Ne riconosco il valore, la bellezza e la vivo come un Dono di cui essere fiera e grata.


Love, Nadia



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