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Mamma Asina

Agnese è l’ultima arrivata del gruppo delle mie compagne asine. Appena mi vede, subito percepisco la sua emozione. È uno scambio di sorrisi quello che avviene, con un codice di amore tutto nostro.

Ha giusto un mese di vita e appena nata aveva difficoltà a stare in piedi. Aveva un problema, per fortuna rivelatosi temporaneo, agli arti inferiori. Mi sono molto preoccupata notando la sua difficoltà motoria e ora mentre la vedo correre felice insieme alla sua mamma, il cuore mi si riempie di gioia.


«Agnese, vieni qui, sciapetta», le dico mentre saltella da una parte all’altra intorno al recinto che le ho appena aperto. Sciapetta è il vezzeggiativo ironico che uso un po’ con tutte, come per dir loro che sono delle pazzerelle. Ovviamente scherzandoci su.

Agnese è molto dolce e ha un pelo morbidissimo che amo accarezzare. Le vado incontro e la abbraccio avvicinandola al mio viso. È molto alta e, nonostante la sua giovinezza, sta già per raggiungere sua madre. Lei è la ventisettesima asinella del mio allevamento.

Amo tutti gli animali da sempre, e durante gli anni di studio, ho approfondito il mio interesse per le asine e da allora non ho più voluto fare a meno della loro presenza arricchente nella mia vita.


Tutto ha avuto inizio nel 2007, quando con il conseguimento della mia Laurea in veterinaria ho ricevuto in dono da mio marito, Primetta, poi è stato un crescere di mese in mese fino a creare, nel 2015, un vero allevamento, inizialmente nel territorio dell’Abbadia di Fiastra, e in seguito, a causa degli eventi sismici, trasferito a Colmurano, nel panorama idilliaco dei Monti Sibillini. Oggi è divenuto una vera Fattoria didattica di intrattenimento e studio per i bambini delle scuole che spesso vengono a farci visita con gite organizzate. Alcuni di loro, i più grandi, amano giocare nel bosco limitrofo e si divertono a costruire capanne immersi nel verde, liberi di dare sfogo al loro istinto privo di condizionamenti e alla creatività. I più piccoli di età e le bambine sono, invece, maggiormente interessati al contatto. Amano coccolarle, giocarci, dar loro da mangiare il fieno, parlarci, spazzolarle con cura. E le asine gradiscono molto, essendo, al contrario di ciò che a volte si pensa, del tutto docili e collaborative.

L’approccio che i bambini hanno con loro è stupendo perché riescono subito a stabilire una connessione naturale, senza paura né resistenze. Inoltre, tale scambievolezza è molto utile per il loro apprendimento e l’interazione li aiuta a sviluppare il rispetto per tutti gli esseri viventi e ad apprezzare ciò che con la loro presenza gli animali offrono.

Per me è appagante osservare questo scambio ludico-didattico e sono molto lieta di poter offrire loro tale spazio nei diversi periodi dell’anno, in particolare quando le temperature sono più miti e si può stare all’aria aperta.


Si dice che gli asini siano testardi ma la loro dote unica è la RIFLESSIVITÀ e hanno tanto da insegnare, specie in un mondo dove la frenesia è al primo posto, dove spesso non ci concediamo momenti per noi, da trascorrere per esempio nella natura, respirando con rilassatezza, RALLENTANDO. Godendoci ciò che ci circonda in piena presenza. Dando attenzione alla bellezza dei particolari.


Le asine ci insegnano anche questo, ci riconducono alla CALMA, alla PAZIENZA. Con loro ho imparato ad apprezzare ancor più i doni della vita e tutte le sfumature che la colorano. A dar valore agli attimi di quiete.

Le asine hanno un’empatia e una sensibilità uniche e per me sono spesso TERAPEUTICHE, una vera panacea per l’anima.


«Vero, Ophelia, Emily, Nocciola…? Siete d’accordo di essere, insieme alle vostre sorelle del branco, le mie più preziose amiche del benessere?»









Una risposta a parole non serve, ci intendiamo a livello energetico, attraverso gli sguardi o con piccoli gesti.

Ogni asina per me è speciale, ho una storia unica e intima con ciascuna di loro ed è per questo che sono state battezzate tutte con premura e attenzione, in base al nome corrispondente sul calendario al momento della nascita o a una mia ispirazione del momento, semplicemente osservandole.

Quando ho realizzato la Fattoria biologica ci tenevo che fosse ben curata e del tutto funzionale, ma avevo poca esperienza e mi sfuggivano molti dettagli sul come strutturarla e sulla sua gestione. Poi, nel tempo, uno passo alla volta, dando ascolto alla mia passione e con l’aiuto di allevatori esperti del territorio, sono riuscita a proseguire con fiducia e ho sperimentato anche la tecnica della mungitura che mi permette di offrire il prezioso LATTE d’asina, già noto dall’antichità, per le sue molteplici proprietà benefiche, nonché l’unico simile al latte materno.


In Italia sono pochi a occuparsi di tale produzione e questo mi motiva maggiormente, soprattutto a seguito della richiesta settimanale di persone con intolleranze alimentari o nel caso di bambini prematuri, che non sono allattati al seno e che presentano delle carenze nutrizionali. Anche persone debilitate o anziani possono beneficiare delle proprietà terapeutiche di questo prezioso latte a basso contenuto lipidico, per la presenza naturale di molteplici vitamine, omega 3, minerali, amminoacidi e proteine. È inoltre indicato, grazie alla ricchezza del lattosio, per la prevenzione e nella cura della osteoporosi, favorendo la mineralizzazione delle ossa.

A sostegno di tale tesi di recente è arrivata la certificazione dei ricercatori dell’Università di Camerino e ho potuto, inoltre, realizzare Mamma Asina, una linea cosmetica di prodotti che contengono, oltre agli ingredienti del tutto naturali, ben il cinquanta per cento di latte.

Tra questi ci sono creme per le mani e il viso, shampoo delicati per bambini e adulti, bagno doccia, crema doposole. Tutti prodotti ipoallergenici, con proprietà lenitive, ristrutturanti e protettive verso i radicali liberi.


Quando penso all’importanza di questo pregiato latte e al benessere che infondono tali creature all’animo umano, sento come di dover espandere l’attività e aggiungere altre asine per poter offrire sempre più servizi. Poi, però, penso anche che vorrei mantenere il contatto intimo e speciale che ho attualmente con ciascuna di loro e subito mi raggiunge la consapevolezza che un allevamento più grande non mi permetterebbe più di avere.

Sta scendendo la sera e mentre proseguo con la dedizione quotidiana del mio lavoro, in attesa che un nuovo sogno si concretizzi, continuo a riflettere.

Lo sguardo errante verso i campi incontaminati, dove le asine allo stato semibrado si godono gli ultimi raggi del sole ed ecco che premurosa, come a leggermi nel pensiero, una di loro si avvicina.


«E tu che dici Sibilla, sei d’accordo se allarghiamo la famiglia?», le dico accarezzandola sulla fronte mentre gli sguardi si incrociano.

Lei alza la testa, e continuando a osservarmi, muove le orecchie e raglia. Ha perfettamente capito di cosa sto parlando e sono certa che anche lei pensi che i nostri momenti di coccole personali si diraderebbero e non ne è particolarmente felice. La bacio delicatamente sul muso e subito anche Pedra, Amanda e Betty si avvicinano gelose per prendersi altrettante carezze. Così, una a una, le tocco con amore e le rassicuro. Quasi mi commuovo ogni volta, e mi sento perfettamente nel luogo dove voglio essere.


Storia Vera di Roberta Rapaccetti raccolta per la rivista Confidenze n*39 settembre

©Nadia Nunzi



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