• Nadia Nunzi

Danza della Dea


«Viviamo in un sistema stressante che ci spinge ad andare contro i nostri ritmi naturali e spesso perdiamo il contatto con noi stesse. Una pratica efficace per esplorarci e ritrovare il nostro centro è la danza, poiché va a risvegliare il corpo e l’istinto» dice l’insegnante di danza del ventre Giulia Mion, 40 anni di Pordenone che nel 2003 ha creato il prezioso metodo Danza della Dea®, un sistema di danza sacra che ha origini arcaiche, volto al benessere emotivo e fisico della donna.

Il sistema Danza della Dea® integra un lavoro di corpo, voce, movimento creativo e meditazione e ha come fulcro la danza del ventre in una forma naturale e semplice. Le lezioni hanno una durata media di un’ora e mezza e sono divise in varie fasi.

In un primo momento le partecipanti, di solito sedute in cerchio, praticano delle respirazioni per rilassarsi ed entrare in contatto con il loro corpo. Poi eseguono degli esercizi di stretching e successivamente uniscono le respirazioni ai movimenti, guidate dalla voce dell’insegnante che può includere delle visualizzazioni o meditazioni danzate. Nella fase consecutiva le donne eseguono una danza creativa usando degli accessori come il velo o dei fiori. Concludono infine con una meditazione e una condivisione libera con il gruppo per confrontarsi riguardo ciò che è emerso a livello emotivo e fisico.

«L’obiettivo principale del metodo è di risvegliare l’energia femminile attraverso il respiro, la meditazione e la danza del grembo - insita nel movimento naturale della donna - e incanalarla attraverso il corpo, per renderla espressiva, così che ogni donna possa ritrovare il proprio movimento naturale benefico e armonizzante.

Giulia negli anni ha ascoltato molte donne e raccolto le loro testimonianze di vita, in una sorta di diario. L’osservazione profonda del loro vissuto l’ha aiutata a comprendere l’origine di disagi e frustrazioni, così da poter ideare un Metodo unico che lavora sull’energia femminile archetipa e che può permettere alle donne, di fare pace con il proprio corpo e riconnettersi con la propria ciclicità. A sciogliere blocchi emozionali, sessuali e mentali, spesso assorbiti nell’arco della vita o tramandati da generazioni. Uno degli obiettivi del metodo è di creare uno spazio conviviale, creativo e pacifico, tutto al femminile, al di fuori delle mura domestiche.

Il Sistema Danza della Dea® è aperto a tutte e a qualsiasi età, ed è studiato anche per la gravidanza, il pre e il post parto. Sostiene la donna in tutte le sue fasi, aiutandola a migliorare la percezione del pavimento pelvico e della zona vaginale, a prendere consapevolezza di sé e accogliere la ciclicità come accesso al potere di guarigione. A portare equilibrio tra le energie maschili e femminili, a migliorare il rapporto con il proprio corpo e con il bambino.

Come spiega anche la Dott.ssa Alessia Fignon, medico chirurgo-specialista in ginecologia e ostetricia, con cui Giulia collabora, ha un riscontro importante sul fisico per la donna in qualsiasi fase della sua vita, dall’adolescenza alla menopausa, dall’età fertile alla gravidanza.

«Con la respirazione aumenta l’ossigenazione dei tessuti e la distensione del diaframma e dei muscoli perineali. Insieme ai movimenti di questa danza, si va a rinforzare il tono muscolare e migliorare la capacità vescicale, che spesso si perde in gravidanza o dopo parti difficoltosi. Il metodo Danza della Dea® aiuta inoltre la fertilità, a ridurre la dismenorrea e a prendere consapevolezza del corpo, della zona genitale, per vivere in maniera serena la sessualità.»

Di recente l’insegnante Giulia Mion ha aperto il sistema anche agli uomini, ideando pratiche specifiche che vanno bene per il corpo maschile, per sostenerlo nell’accettazione di sé, della propria fisicità e sensibilizzarlo a livello di energia femminile interiore. Equilibrando le due energie, infatti, si sciolgono corpo e mente, e si libera l’energia sessuale portandola verso il cuore.

Creare pace tra le due energie, maschile e femminile, è di rilevante importanza perché permette di far nascere relazioni sane, basate, oltre che sul benessere generale a livello fisico, mentale e spirituale, soprattutto sul rispetto di sé e dell’altra persona.

©Nadia Nunzi

Testimonianza raccolta per la rivista Starbene n°40, settembre 2019


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