• Nadia Nunzi

La bellezza è ovunque


Siamo un po’ tutti consapevoli dell’importanza di vivere il momento presente eppure spesso ci lasciamo trasportare dallo scorrere rapido degli eventi e non riusciamo quasi mai a rallentare. Anche per Alfio un tempo era così, un artigiano sempre dedito al lavoro, sette giorni su sette, con i sensi di colpa se non si dava costantemente da fare. Grazie a Fiocco, il suo fedele compagno di viaggio da ormai più di otto anni, ha imparato a vivere più lentamente. È stato lui ha insegnargli la felicità che deriva dalla calma di essere presenti a se stessi.

Fiocco è un delizioso asino, che Alfio ha curato amorevolmente, andando oltre i pregiudizi errati di chi lo definisce un animale stupido, dopo averlo trovato con il pelo a chiazze, smagrito, reduce da disumani maltrattamenti. L’empatia tra i due è forte, tangibile. Si percepisce attraverso ogni scatto che li ritrae insieme che sono grati l’uno all’altro. Mentre camminano vicini, mentre si guardano negli occhi. Entrambi liberi. Alfio ha deciso volutamente di non addestrare il suo amico.

«Fiocco ha un carattere indipendente, non si lascia comandare e non ho mai avuto intenzione di sottometterlo al mio servizio. Ho preferito rispettare i suoi ritmi interni, conoscerli e adeguarmi io a lui, costruendo un vero rapporto di fiducia. È così che ho imparato a vivere con più calma, più presenza e gli devo davvero molto per questo. Mi ha regalato un differente punto di vista e mi ha dato modo di indossare una nuova preziosa versione di me stesso.»

Alfio vive in campagna, in provincia di Pordenone e ama da sempre la natura. Di mestiere fa il Tree Climber, si arrampica sugli alberi, per mezzo di funi e imbragature, per lavori di arboricoltura ornamentale. Tutto questo però non gli basta per sentirsi in pace, perché ci sono comunque i doveri, le scadenze, la frenesia della quotidianità. Così quando può si allontana dalla città e si circonda di natura allo stato brado, come nei magredi della pianura friuliana, per esempio.

La sua è una filosofia ancestrale, mettendosi in viaggio con il suo mite compagno riesce a riportarsi all’origine di sé, a riscoprire il piacere di essere nomade.

«I miei viaggi sono fonte di introspezione», dice. «Non li intraprendo per raggiungere nessun record, l’unica cosa che mi interessa è godere della serenità che mi trasmettono mentre contemplo ciò che mi circonda. Fiocco mi ha cambiato, mi ha riportato all’essenzialità delle cose. Viaggiando con lui ho imparato un nuovo approccio alla Vita, ad affrontare ogni situazione in maniera più rilassata e a prestare attenzione ai dettagli. Mi muovo con le cartine geografiche proprio per non dare nulla per scontato, oltre che per lasciare fascino e osservazione all’esperienza. Per lo stesso motivo non porto cibi pronti e, quando di notte mi accampo, accendo il fuoco con l’acciarino, per dare importanza a ogni momento. Le prime volte mi preoccupavo dei chilometri o di eventuali difficoltà che avrei potuto incontrare durante il tragitto, via via che procedevo, attraverso la pazienza illimitata di Fiocco, li ho visti dissolversi uno dopo l’altro e ho imparato un’altra lezione, che siamo noi stessi a creare le nostre inquietudini.»

A giugno scorso Alfio ha intrapreso un viaggio naturalistico culturale di varie tappe che, oltre a se stesso, gli ha fatto conoscere molta gente disponibile. Ha trovato un’ospitalità bellissima e ha potuto dissolvere anche qui il luogo comune di una società totalmente egoista, avendo inoltre conferma che la gentilezza ne attrae magicamente dell’altra. Fra due mesi è pronto di nuovo a partire, stavolta per un viaggio senza tappe fisse. Ha inventato lui il percorso, che parte dal centro di Pordenone e arriva fino a una valle alpina della provincia, dove il fiume scompare e le case lasciano il posto alla natura selvaggia e ai branchi di lupi.

«Non serve andare lontano per scoprire luoghi meravigliosi perché la bellezza, se sei disposto a scorgerla, è ovunque e ogni esperienza può regalarti emozioni incredibili» è il suo messaggio.

«Quando nel mio viaggio scorso mi sono ritrovato con le Dolomiti davanti, la distesa di erba che ondeggiava tutta intorno come un mare infinito e Fiocco che brucava indisturbato da un lato, ho provato emozioni di pienezza indescrivibili. Il viaggio è una delle cose più arricchenti della vita e comprende anche quello che facciamo con la nostra mente, osservando l’infinito che ci circonda o, a occhi chiusi, percependolo in ogni respiro. Sentendo l’energia che trascende la materia.»

© Nadia Nunzi

Testimonianza raccolta per la rivista benEssere, Agosto 2019

#Storia #Intervista

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