• Nadia Nunzi

Mi hai fatto male


Mi hai fatto un male che non sarà più possibile dimenticare, più possibile scrollarmi di dosso.

Mi hai fatto un male che mi è entrato dentro come la lama di un coltello e mi ha lasciato cicatrici indelebili.

Mi hai fatto male, sì. Molto male.

Ma, mi hai fatto un male che mi ha fatto finalmente capire come si può stare bene senza vivere con tutto quel dolore. Come si può stare bene contando solo su stessi.

Mi hai fatto un male che mi ha resa più forte, che mi ha fatto comprendere l'importanza di voler bene solo a chi ti rispetta e ti apprezza per quello che sei, solo a chi è capace di accoglierti senza giudicarti, solo a chi non si vergogna mai di te, ma, anzi, ne è orgoglioso ed è felice di farti entrare nel suo mondo.

Mi hai fatto un male che mi ha fatto apprezzare che l'amicizia, il rispetto, l'affetto non conoscono la menzogna, la bugia e, soprattutto, il tradimento.

Mi hai fatto un male che mi ha fatto comprendere che non bisogna mai farsi utilizzare dalle persone e poi permettere che ti buttino via, quando non servi più.

Mi hai fatto un male che mi ha convinto che dalle situazioni negative bisogna allontanarsi subito, senza voltarsi, senza guardare indietro, senza tentennamenti.

Mi hai fatto un male che mi ha fatto capire che bisogna ascoltare le proprie intuizioni, le proprie sensazioni, sempre, perché quelle non sbagliano mai.

Mi hai fatto un male che mi ha persuaso che chi ti vuole bene, vuole bene anche al tuo mondo, ai tuoi affetti, alle persone care e non gli farebbe mai del male.

Mi hai fatto un male che mi ha fatto capire che non bisogna far entrare tutti nella propria vita, ma le persone devono essere selezionate con maggiore cura.

Mi hai fatto un male che mi ha fatto amare l'importanza di diventare una persona diversa, felice, fiera, che ha ripreso a leggere, ad andare a teatro, a viaggiare, a divertirsi, a godersi figlie e nipoti, a stare con gli amici.

Mi hai fatto un male che mi ha fatto capire che a oltre 50 anni la vita professionale è importante ed è bello tuffarsi in una nuova avventura.

Mi hai fatto male, sì, ma alla fine, sono riuscita a perdonare.

Sono riuscita a perdonare anche tutta quella gratuita e pianificata cattiveria sbandierata sui social come un trofeo, scatenata e sostenuta in pubblico solo al fine di completare il lavoro che non avevi terminato in privato (cosa che mi ha convinta a bloccare te e tutte le persone a te vicine).

Mi hai fatto un male che mi ha fatto capire che la stima no, quella è un'altra cosa.. si può perdonare, ma la stima una volta persa, non la concedi più. Come la cenere è volata via.

Anonima

#ilmanipolatoreelapreda

#Storia #donne

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