• Nadia Nunzi

Le sparizioni del narcisista


Il narcisista perverso della mia vita entra in scena, quattro anni fa, in un momento ben preciso, ovvero quando il mio matrimonio è in profonda crisi.

Ho quarantaquattro anni e due figli, uno di ventuno e una ragazza di quattordici e mio marito, che spesso è fuori per lavoro, a un certo punto inizia a trascurarmi e a essere sempre nervoso.

Sospetto che abbia una relazione extraconiugale e cerco di indagare ma lui nega con fermezza. A confermare ciò, però, arriva proprio lei, la donna che frequenta abitualmente e che a quanto pare abita a settanta chilometri da noi. Fa di tutto per farmi sapere della sua presenza e non perde occasione per farsi notare in ogni modo attraverso i social. Metto di nuovo alle strette mio marito chiedendogli la separazione ma lui continua a mentire e a negare il tradimento. I litigi sono all’ordine del giorno e noi diventiamo sempre più distanti.

Cerco comunque di andare avanti fino a quando il suo malumore arriva ai nostri figli che iniziano a chiedere:

«Ma papà cos’ha? Perché è sempre nervoso?»

Non lo riconoscono più e cercano di capire cosa sta succedendo, così rimarco la volontà di separarci perché non voglio che subiscano anche loro le conseguenze di un tale comportamento irrispettoso.

Lui si calma per un po’ e proprio in quel periodo arriva lui, il narcisista: un amico di una mia amica che vive molto lontano da me.

All’inizio ci conosciamo soltanto virtualmente, attraverso Facebook, poi con la scusa di venire in vacanza dalla mia amica mi chiede di incontrarci e ci conosciamo di persona.

Da lì in poi iniziamo a sentirci per telefono, con messaggi e telefonate, che da brevi e sporadiche diventano sempre più fitte. In seguito iniziamo a vederci.

Anche lui convive con un’altra persona ma quando può prende l’aereo e mi raggiunge.

Con mio marito ormai siamo due estranei che vivono insieme e l’altra continua a inviare segnali della sua presenza.

Provo a contattarla ma si nega.

Nel frattempo la convivente del narcisista scopre che lui ha un’altra relazione e lo sbatte fuori di casa. C’eravamo visti poco prima e dopo questo episodio mi blocca ovunque e sparisce. Resto disorientata e inizio ad avere angoscia e attacchi di panico. Provo a chiedere notizie all’amica in comune che mi dice che sta cercando di recuperare il rapporto con l’ex convivente ma lei è irremovibile e a quel punto lui torna da me.

Ecco che inizia il mio periodo terribile.

Lui torna con mille scuse e un love-bombing esagerato. Dice che ha capito di amare soltanto me veramente, che vuole stare con me, mi invita a lasciare tutto e a trasferirmi da lui che ha una nuova sistemazione e sembra non più interessato all’ex convivente.

Gli attacchi di panico intensificano e di notte mi paralizzano. L’altra è sempre presente, con mio marito nessun cenno di miglioramento. L’unico punto fermo sono i miei figli

Dopo Natale sbatto in faccia la realtà a mio marito mostrandogli i messaggi espliciti che invia l'altra e, nonostante neghi ancora, il suo disagio è più che evidente, così parto e vado dal narcisista. Passo tre giorni magnifici in sua compagnia e, dopo nemmeno due settimane è lui a venire da me invitandomi ancora una volta a trasferirmi a casa sua.

Intanto con mio marito la situazione degenera. Confessa piangendo come un bambino di non riuscire più a liberarsi di questa donna che lo perseguita in tutti i modi e che vuole stare con lui.

Mi sento a pezzi e inizio a credere che davvero l’unica scelta da fare sia quella di trasferirmi con i ragazzi a casa di colui che dice di amarmi veramente.

Prendo coraggio e parlo con mio marito dichiarandogli le mie intenzioni.

Succede il finimondo.

Non ricordo granché di quei giorni oltre al dolore, alle lacrime, alla tristezza e all’immagine di me chiusa in bagno a piangere.

E qui arriva il colpo di scena.

Appena dico al narcisista che ho deciso di trasferirmi da lui e che ho parlato con mio marito lui sparisce. Sì, sparisce nel nulla.

Mio marito intanto vuole riavvicinarsi a me, litiga con l’altra dicendole di smetterla di ossessionarlo. Lei arriva ogni giorno sotto casa, è ormai una presenza fissa e delirante nella nostra vita. Sono a pezzi e completamente destabilizzata da tutta la situazione. Decido di andare dallo psicologo e nel frattempo insieme a mio marito andiamo dai carabinieri per fare una diffida di allontanamento contro di lei per farla smettere.

Appena torna un po’ di equilibrio in casa mia, come per magia, torna anche il narcisista.

«La casa senza di te è vuota», dice.

Gli rispondo: «Non preoccuparti che presto si riempirà di nuovo» e gli proibisco di contattarmi ancora allontanandolo definitivamente dalla mia vita.

Ora le cose con mio marito sembrano migliorate.

Ha capito che può perdermi ed è cambiato. Dopo tutto questo ci siamo riavvicinati e anche io sono cambiata. Dopo aver avuto a che fare con la cattiveria tangibile di tante persone, mi sento molto più forte. Sono più serena e, a distanza di un anno, anche gli attacchi di panico sono svaniti.

Tutto può accadere ma anche tutto si può risolvere.

Oggi mi sento fortunata per come sono andate tante cose e una domanda cruciale mi resta in testa: «Se mi fossi trasferita dal narcisista e avessi assecondato la sua richiesta di lasciare tutto che fine avremmo fatto io e i miei figli?»

Questo è il mio invito alla riflessione per tante altre donne.

Di fare attenzione a chi, restando a distanza promette amore, perché agire quando si è più disorientate spesso può condurre all’inferno più atroce. Rina S.

#ilmanipolatoreelapreda

#Storia #Manipolazioneaffettiva

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